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Palazzo Roccagiovine – Roma

Rilievo del degrado e del dissesto, progetto esecutivo di consolidamento statico e direzione dei lavori.

L’edificio in oggetto è adiacente al complesso archeologico del Foro di Traiano in prossimità di Piazza Venezia, precisamente tra Via Magnanapoli e il Foro di Traiano . Il palazzo presentava un quadro fessurativo e situazioni di dissesto rilevanti; si riscontravano problemi a carico della muratura portante, dell’intonaco e degli elementi di finitura in pietra (cornicioni in lastre di ardesia). L’intensità del degrado variava da porzione a porzione: in alcune zone si arrivava al distacco di porzioni di intonaco, in altre zone in muratura la malta era sfarinata. Tali effetti erano generati dalle notevoli spinte che la volta a botte della navata principale e gli archi di sostegno del tetto imprimevano alle murature di imposta combinata con la particolare geometria della navata principale. La filosofia degli interventi di consolidamento è stata quella di ripristinare il comportamento “scatolare” dell’edificio, che, a causa del fenomeno di schiacciamento e rotazione della facciata, non era più assicurato. Un buon collegamento a livello delle murature e dei solai garantisce infatti che l’edificio nel suo complesso sia in grado di sopportare con elevati margini di sicurezza le sollecitazioni alle quali è normalmente sottoposto.

Appariva necessario ed improrogabile procedere alla risarcitura delle lesioni ed alla bonifica delle murature; si è ritenuto necessario procedere a reintegrare la portanza delle murature esistenti per mezzo di iniezione di miscele leganti a base di calce idraulica.

Tecnica scuci-cuci

Nelle zone dove la muratura presentava un elevato stato di degrado si è provveduto alla sostituzione tramite tecnica “scuci e cuci”. È stato realizzato un ampliamento della larghezza dei maschi murari a piano terra e al piano interrato tramite realizzazione di nuova muratura e cerchiature con barre d’acciaio e intonaco armato, in modo da assicurare la capacità portante di queste porzioni di muratura. Le lesioni presenti in facciata erano diverse per natura estensione e tipologia: lesioni di tipo superficiale (non passanti) e diffuse; mancanza puntuale di materiale o ammaloramento di questo in prossimità delle lesioni passanti. L’eterogeneità del quadro fessurativo ha richiesto una serie di interventi ad hoc per ogni caso specifico. Si è proseguito l’intervento eseguendo la rincocciatura delle pareti, ponendo successivamente uno strato di rete porta intonaco e procedendo infine alla posa in opera di intonaco costituito da malta di calce e pozzolana. Lo strato finale è stato realizzato con colla della stessa malta dell’intonaco. Tale intervento è stato eseguito con particolare cura sullo sperone presente. Nell’intervento di restauro sui cornicioni in una fase iniziale è stata effettuata una verifica delle condizioni di conservazione del materiale e delle porzioni distaccate seguita dalla rimozione meccanica, manuale o con idonea strumentazione, del particolato atmosferico e dello sporco in generale. La coloritura è stata eseguita con latte di calce e terre naturali ed aggiunta, secondo necessità, di resina acrilica con funzione di legante ad evitare lo spolveramento ed il dilavamento in tempi brevi delle tinte.

Consolidamento della facciata

Il consolidamento della facciata invece è stato articolato in quattro interventi: sostituzione parziale del materiale attraverso il metodo di “scuci-cuci” per ripristinare l’originaria continuità strutturale degli elementi murari degradati, mediante una graduale sostituzione che non ha interrotto, nel corso dei lavori, la funzionalità statica della muratura procedendo dal basso verso l’alto;

Sarcitura di lesioni non passanti diffuse;

Risarcitura della lesione a coda di rondine eseguita mediante scalzatura e ripristino del ventre con malta reoplastica antiritiro;

Consolidamento dell’angolata mediante fibre di carbonio. Avendo come obbiettivo della lavorazione quello di legare ed irrigidire gli elementi in muratura degradati e riparati mediante un tessuto di armatura unidirezionale in fibra di carbonio, il collegamento tra il tessuto di armatura e i setti murari è stato effettuato mediante piastre d’acciaio accoppiate tra le quali è interposto il tessuto stesso. Ognuna di queste piastre presenta quattro fori all’interno dei quali si innestano le barre ad aderenza migliorata delle perforazioni armate necessarie per rendere solidali le fibre di carbonio alla muratura;

Consolidamento del balcone dell’angolata mediante un rinforzo estradossale tramite perforazioni, inclinate a 45 gradi rispetto alla verticale, armate con barre ad aderenza migliorata che affondano nella muratura fino ai 2/3 del suo spessore.

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