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Propaganda Fide – Roma

Progetto di consolidamento statico delle murature, progettazione degli impianti meccanici, elettrici e speciali.

Il complesso architettonico di Propaganda Fide è stato costruito nell’arco di circa 80 anni (1580-1667), ed è stato progettato dai maggiori architetti dell’epoca barocca: Bernini, De Vecchi, Borromini. Esso nasce come nucleo iniziale tramite Palazzo Ferratini, sede dell’allora appena costituita Congregazione, e si sviluppa poi lungo via dei Due Macelli, e in seguito lungo via di Propaganda Fide e via Capo le Case per costituire il Collegio Urbano che ospitava e preparava ai piani superiori i chierici per l’Azione Missionaria cui la Congregazione è votata. Al piano terra le due ali sopracitate erano e sono tutt’ora occupate da attività commerciali. Nei secoli il complesso edilizio è stato soggetto a numerosi interventi, sopraelevazioni, superfetazioni, rimaneggiamenti e riduzioni al piano terra dei muri portanti da parte dei commercianti locatari. I risultati di questa azione cumulativa del tempo e dell’imprudenza degli uomini ha portato la struttura in una situazione statica delicata, riscontrabile in ampi campi fessurativi di numerose sue aree. Peraltro la grande valenza storico-architettonica del fabbricato obbligava in qualche modo i vertici della Congregazione a organizzare un intervento di consolidamento statico e di restauro sull’intero fabbricato. Il progetto di consolidamento e restauro è scaturito sia da necessità puramente strutturali legate all’apertura di ampie lesioni localizzate in alcune porzioni d’edificio, sia dalla necessità sorta dal riassetto di una porzione posta al piano primo destinata ad accogliere una nuova pinacoteca. Si è proceduto poi alla realizzazione di diaframmi rigidi a livello di ciascuno dei piani dell’edificio con il consolidamento delle strutture voltate ai piani inferiori e dei solai in ferro e legno ai piani superiori.

Strutture

– Bonifica delle murature

Il ripristino della continuità strutturale della muratura è stato realizzato mediante iniezioni o colaggi di miscele fluide di malta a base di calce idraulica. In presenza di piccole lacune o mancanze limitate a pochi elementi si è provveduto all’integrazione con materiale di recupero.

Successivamente al preconsolidamento è stato eseguito un intervento di scuci-cuci, finalizzato a ripristinare l’originaria continuità strutturale della muratura degradata mediante una graduale sostituzione che non ha interrotto, nel corso dei lavori, la funzionalità statica della muratura.

E’ stata aperta una breccia nella prima zona d’intervento ricostruendo la porzione demolita con muratura di mattoni pieni e malta magra di cemento, ammorsando da una parte la nuova struttura con la vecchia muratura resistente e dall’altra parte lasciando le ammorsature libere di ricevere la successiva muratura di sostituzione.

– Inserimento di tiranti antiespulsivi nei maschi murari

Sono stati poi inseriti per il placcaggio delle murature tiranti antiespulsivi in corrispondenza di tutti i maschi murari nevralgici per la struttura. Realizzando perforazioni passanti per lo spessore della muratura e inserendo due barre incrociate e poste diagonalmente rispetto al disegno di base.

– Rinforzo intradossale delle volte

Le volte in muratura sono state rinforzate all’intradosso mediante la realizzazione di una controvolta in cls a supporto della prima. La scelta progettuale è dettata dalla volontà di salvaguardare il pavimento di marmo pregiato a livello del piano primo e di preferire interventi di natura poco invasiva.

– Consolidamento dei solai in ferro

I solai in ferro costituiti da orditura principale e secondaria, sono stati consolidati per mezzo di getto estradossale di calcestruzzo alleggerito, composto da boiacca.

– Consolidamento dei solai in legno

Questo tipo di intervento è stato realizzato quando le aree potevano essere totalmente libere da utenti demolendo prima la pavimentazione e il massetto e realizzando poi un getto di cls all’estradosso del solaio. Successivamente è stato realizzato un rinforzo estradossale per mezzo di getto di calcestruzzo alleggerito tipo LBH 250.

Impianti meccanici

L’ intervento impiantistico ha interessato la aree destinate a segreteria ed amministrazione.

La tipologia di impianti meccanici è, come richiesto dalla Committenza, principalmente ad aria primaria e ventilconvettori, salvo per gli ambienti al piano ammezzato.

Il lavoro sviluppato ha tenuto conto di due aspetti fondamentali:

– inserimento discreto degli apparati tecnologici in un ambiente dall’elevato pregio storico, artistico ed architettonico;

– semplicità di gestione da parte dell’utente quotidiano degli ambienti oggetto di intervento.

Gli impianti meccanici previsti ai vari piani sono stati i seguenti: impianto ad aria primaria e fan coils al piano primo; impianto a fan coils e ventilconvettori al piano ammezzato;  impianto ad aria primaria e fan coils al piano secondo, con aria passante in canali prevalentemente a controsoffitto dei corridoi e immessa in ambiente mediate diffusori ad effetto elicoidale e diffusori ad ugelli.

Impianti elettrici e speciali

L’impianto elettrico è stato così strutturato: nuova cabina di trasformazione MT/BT, nuovi quadri gruppo elettrogeno, gruppo di continuità assoluta, linee di distribuzione principali e secondarie, linee di distribuzione circuiti luce di sicurezza e rivelazione incendio, quadri di distribuzione elettrica di zona, impianto di illuminazione, impianto di forza motrice, impianto telefonico interno, cablaggio strutturato, impianto di rivelazione antincendio sull’intero edificio e impianto di terra.

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